Fabio    28 Novembre 2013    Articoli Tradotti     Letto 1.074 volte


Nella copertina del nuovo omonimo album Avril Lavigne appare cresciuta, con un’espressione severa e un trucco scuro che le incornicia gli occhi. Ma la prima cosa che canta nell’album è la frase “Non mi preoccupo del mio trucco,” quindi è probabilmente meglio prestare attenzione al consiglio secolare di non giudicare un libro dalla sua copertina. All’interno di “Avril Lavigne” ci sono un sacco di inni pop al divertimento che lei sarà la prima a dire che in realtà non entrano troppo in profondità nella vera Avril Lavigne. Roba sofisticata non lo è, ma sembra che ci sia un attrito nell’album tra l’impulso di cercare di preservare la sua giovinezza e quello di crescere. Nella conversazione, Avril Lavigne è rilassata e sicura di sé come una qualsiasi delle sue canzoni vi porterebbero a credere.

La sensazione che ricevo da questo album è sicuramente una sensazione di estate. Non fa molto novembre pubblicare un album con brani come “Bitchin’ Summer” e “Sippin’ on Sunshine.”
È buffo perché mi sono chiesta se questo stava per diventare un album estivo. Stavamo scrivendo un sacco d’estate, e volevo avere una canzone estiva, sai, guidando in macchina, buone sensazioni, bei momenti. Per circa una settimana stavo scrivendo canzoni così. Ma questo album ha “Sippin’ on Sunshine” e “Bitchin’ Summer”. E poi “Rock N Roll” che anche questa ha un’atmosfera estiva. Il disco doveva uscire prima, ma hanno cambiato la data tre fottutissime volte.

Sembri presa tra il sentimento di “Here’s to Never Growing Up” e il crescere veramente…
Non è poi così profondo, musicalmente. Mi piace stare sul palco, mi piace scrivere canzoni pop-rock. Questo è ciò che tutti vogliono sentire da me, e quello con cui tutti si divertono di più – muovendo il pugno in aria e tutto il resto. Ma ci sono diversi lati di me, mi piace sedermi al pianoforte e raccontare storie in modo approfondito e scrivere ballate emozionali ma mi piace anche la musica rock, quindi ho “Bad Girl” in questo disco e “Hello Kitty”, che ha un’atmosfera elettronica. Così l’album è vario e ho voluto scrivere tutti i diversi tipi di stili e umori. Quindi non è me personalmente, è la musica che sto facendo. Sì, è venuta da me, scrivo ogni canzone, e ovviamente io sono più vecchia, e più cresciuta e questo è il mio quinto album. Ma c’è un lato di me che ama spingersi oltre. Mi piace divertirmi e prendere il meglio di ogni momento. E così è “Here’s to Never Growing Up”, che è una canzone che parla dello spirito, della vita, dell’atteggiamento e dell’approccio alla vita, non importa in che età ci si trovi.

Ci sono anche un sacco di riferimenti al fare casino in questo album. Credo che non sia un argomento che si sente molto nelle radio pop.
[Ride]

Hai persone che ti dicono che non possono passare la tua musica in radio a causa del contenuto?
C’è una versione pulita e una versione esplicita. È una cosa a cui penso sicuramente, ma poi ho avuto la possibilità di offrire due opzioni.

Hai di nuovo dovuto fare le parti vocali in una diversa sessione di registrazione per cambiarle? Del tipo che hai prima registrato la versione intera con le parolacce e poi in un altro giorno hai registrato la frase “motherfreaking”?
Si, a volte lo facciamo alla fine. A volte sappiamo che dovremmo rifarle mentre ci stiamo lavorando.

Mi ricordo quando i Radiohead hanno rilasciato all’inizio “Creep,” c’era una versione dove Thom Yorke aveva chiaramente ri-registrato la parte in cui canta “you’re so fucking special” e dice la parola “very” con una voce completamente diversa.
Oh, è questo quello di cui parli! Non l’avevo capito all’inizio. Pensavo che parlassi delle modifiche. Si, le radio non trasmettono parolacce, quindi se vuoi veramente esprimere te stesso, puoi sentirti libero, ma devi anche essere pronto a registrarne una versione pulita. Quando canto in TV o in certi stati, non si possono dire parolacce. Quindi così non ci sono problemi.

In questo album hai collaborato molto con tuo marito, Chad Kroeger. Ho sentito che riguarda l’evolversi del vostro rapporto. A che punto del processo creativo vi siete resi conto che c’era davvero qualcosa fra di voi? A che punto della scrittura e del lavorare insieme vi siete innamorati?
Allora, abbiamo lavorato all’album e lui era in tour. Poi lui è andato via e poi abbiamo di nuovo lavorato insieme. Abbiamo lavorato in diversi momenti. Quando mi sono presa una pausa dopo il tour, mi sono trasferita da sola in Francia. Poi è venuto a farmi visita ed è stata la nostra prima volta senza che ci fosse di mezzo il lavoro.

Quindi l’album era finito?
No, abbiamo continuato a lavorarci dopo.

È nata qualche canzone dal corteggiamento?
Abbiamo un duetto in questo album. È stata la prima canzone a cui abbiamo lavorato insieme. Poi abbiamo lavorato ad un’altra canzone intitolata “If I Said That I Loved You,” che è un duetto inedito che abbiamo suonato al nostro matrimonio. È stata la canzone del nostro primo ballo.

Cos’altro è stato suonato al vostro matrimonio?
C’era una band che suonava musica jazz, perché è quello che mi piace davvero: un sacco di Frank Sinatra e Billie Holiday, e poi c’era un DJ per suonare un po’ di musica dance per le persone per farle ballare.

Il DJ ha suonato qualcuna delle tue canzoni o delle canzoni dei Nickelback?
No.

Era severamente vietato?
No, semplicemente non l’abbiamo fatto. È successo in passato a Las Vegas. È stato divertente.

Cosa fai quando ti trovi in un posto e parte una tua canzone? La canti?
In passato, le mie amiche ed io ci esaltavamo e saltavamo un po’ in giro.

Guardando i credits di scrittura e produzione dell’album, una delle poche canzoni a cui Chad non ha partecipato riguarda un’altro ragazzo. Diventate gelosi l’un l’altra quando cantate di altri amori?
Con “17” volevo scrivere una canzone riguardo all’avere 17 anni perché è stato un anno importante per me. Mi ritrovo sempre a parlare di quando avevo quell’età. Quando mi sono messa a tavolino con il produttore e scrittore Martin Johnson, anche lui aveva la stessa esperienza riguardo alla stessa età. Quindi abbiamo deciso di scrivere una canzone riguardo all’avere 17 anni.

La tua canzone “Bad Girl” con Marilyn Manson è un grande inno, ed è interessante che negli anni da quando per la prima volta sei apparsa sulla scena, un sacco di altre cattive ragazze si sono fatte avanti per dominare la musica pop. Pensi di aver avuto un’influenza su di loro?
Penso succeda quando qualcuno rompe gli schemi — ed è successo anche con me, quando sono arrivata sulla scena, Britney e Christina cantavano un certo stile di pop: molto bubblegum pop, sai, con il microfono a cuffia. Poi sono arrivata io, ero una ragazza con la chitarra, che scriveva testi e musica diversi e ho pensato, “Ho aiutato ad aprire la porta per altri artisti dello stesso genere?” Questo è quello che succede. Non ho intenzione di dire che l’ho fatto per queste persone, ma succede. Ogni artista femminile che sta facendo qualcosa sta anche aiutando le altre, così quando qualcuno mi chiede delle altre ragazze che sono là fuori penso che tutte noi finiamo per aiutarci a vicenda in qualche maniera. Penso che sia fantastico che le donne possano essere là fuori ad esprimere i loro pensieri e suonare le loro chitarre.

Metro.us, 27 novembre 2013, Pat Healy

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