Fabio    29 Novembre 2013    Articoli Tradotti     Letto 1.013 volte

In una recente intervista per “Canadian Musician” Avril ha parlato del processo di scrittura dell’album e anche della setlist dei suoi concerti.


Di seguito potete leggere la traduzione delle sue dichiarazioni:

Questo album è molto variegato, e con la scelta della copertina, che è un primo piano del volto, non volevo metterci nessuna etichetta. Volevo che la musica parlasse per lui. Mi rappresenta.

Per ‘Give You What You Like’ volevamo una traccia cruda, mentre per quelle più allegre eravamo attorno al microfono registrando battiti di mani e piedi e colpendo i bauli. È stato molto divertente.

Ho iniziato a scrivere senza realmente pensare ad una direzione – solo scrivendo canzoni. Non avevo una visione dell’insieme come ho di solito.


I lavori sono iniziati alla fine del 2011 e sono finiti nell’estate dell’anno dopo; ma l’album è uscito nella sua interezza solo un anno dopo.

L’album era finito, avevo tutte le mia bambine – le canzoni che amo, che sono più organiche per le radio Hot Adult Contemporary; che più mi rappresentano, davvero. Ma poi volevamo le cose divertenti che potessero andar bene per le radio pop, ed è da qui che sono nate ‘Here’s To Never Growing Up’ e ‘Rock N Roll’.
Alla fine ho scelto le mie preferite, e penso che la maggior parte delle canzoni di questo album possano essere singoli.

Proprio perchè ha scritto così tante canzoni l’artista ha accennato ad un album back-to-back.

Mi piacerebbe pubblicare alcune delle altre canzoni, ma in questo album, anche se è molto diverso, volevo delle canzoni che si adattassero bene insieme.

Riguardo i nuovi collaboratori:

Ho legato molto con Chad e David. Liricamente, ci spingevamo l’un l’altra, e poi verso la fine abbiamo fatto qualcosa di più leggero.
Mi piace lavorare con persone che credono in me – che si fidano del mio istinto e della mia opinione. Queste canzoni sono mie e per me, quindi devono assomigliarmi. Le persone che vogliono fare le cose più raffinate o che ci pensano troppo possono trasformarlo in una battaglia.
Le cose che funzionano per me sono le cose che sento, quindi le persone con cui sto lavorando devono capirmi e credermi. Quando sento qualcosa, questo si rispecchia nella canzone e lo rende molto più reale; lascia passare le emozioni più efficacemente.

Riguardo il processo di scrittura:

Ognuno ha il suo modo di creare. Io sono della vecchia scuola. Mi piace semplicemente sedermi al piano o con la mia chirattara acustica e provare melodie a mio piacimento, e ho sempre scritto in questo modo.

Sul lavorare con Dr.Luke:

Il suo modo era quello di trovare un’idea e registrarla subito dopo, quindi dopo quell’album, ho continuato a lavorare in quel modo. Altrimenti, torno ai miei metodi.

Riguardo allo scrivere con Chad:

La relazione di scrittura è bella. Abbiamo uno studio di registrazione in casa, quindi a volte ci andiamo per divertirci. Ci sono anche conversazioni giornaliere sulla musica.

Ma quando c’è qualcosa da produrre professionalmente c’è un programma più rigido:

Ci spostiamo a Los Angeles prenotiamo lo studio e trattiamo il tutto con più cura.

Riguardo i concerti:

La regola numero uno è quella di cantare tutti i singoli. Alcune band pensano che non sia bello cantare tutte le loro hit, come se non volessero rivisitare le cose che hanno scritto un po’ di tempo prima, ma invece bisogna cantare quelle canzoni – anche se non ti piace farlo. Perchè davvero è la mia parte preferita degli spettacoli – quando le persone impazziscono nel momento in cui sentono le prime note delle loro canzoni preferite.
Ho scritto ‘The Best Damn Thing’ pensando costantemente a quando sarei stata in tour. Mi dicevo ‘Cosa voglio cantare sul palco?’ Generalmente canto le canzoni divertenti e veloci, tutti i singoli, e poi le mie ballate preferite. Mi piace iniziare con quelle veloci e finire col botto, quindi di solito nel mezzo, freno u po’ le cose e tiro fuori il piano – ed entro nel mood con la macchina del fumo [ride].

Riguardo la sua carriera:

Faccio questo perchè voglio farlo; non perchè devo. È bello avere questa opportunità di continuare a creare e suonare musica. Se mi guardo indietro, non cambierei nulla. Essendo così giovane non sapevo che diavolo stesse succedendo all’inizio, ma si vive e si impara, e la cosa più importante è divertirsi. Provo a ricordarmelo quando le cose diventano pesanti.
A volte le persone potrebbero infastidirti in questo business ed è in quel momento che le cose potrebbero incasinarsi. Potrebbero esserci solo chaos e problemi quando cerchi di creare, quindi bisogna trovare il modo di far andare le cose bene per se stessi – capire come superare il problema. Penso di aver fatto un buon lavoro. Ho lavorato duro, sono rimasta concentrata e ho sempre cercato di seguire il mio istinto.

Qui potete ascoltare un estratto audio in cui Avril parla sommariamente delle stesse cose:

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